Frammenti di ceramica egiziana faraonica da Mahal
Teglinos (K 1)
Mahal Teglinos rappresenta il sito più meridionale dove
finora siano state rinvenute apprezzabili quantità di
ceramica faraonica associata a materiali del Gruppo del
Gash e databile alla prima parte del II millennio a.C.
(Manzo 1993). Questi rinvenimenti confermano per quelle
fasi il coinvolgimento del Sudan orientale nel circuito di
scambio di cui era parte anche l’Egitto faraonico. Viste
anche le attestazioni di rapporti con il Mar Rosso e
l’Arabia, per cui si veda MO228, MO232, MO253,
MO254, si è suggerito che la regione facesse parte della
terra di Punt, da cui gli Egiziani importavano aromi e
materiali preziosi (Fattovich 1991
b
; Fattovich 1996).
Frammento di orlo di olla
(MO229)
Prima metà del II milennio a.C.
Frammento di orlo di olla in argilla marnosaA3 alto-egiziana.
Cfr. Nordström, Bourriau 1993: 177.
Frammento di parete di vaso
(MO230)
Prima metà del II millennio a.C.
Frammento di parete di vaso in argilla Nile C con ingobbio
rosso all’esterno, tracce di tornitura all’interno.
Cfr. Nordström, Bourriau 1993: 173-74.
Frammento di parete di vaso
(MO231)
Prima metà del II millennio a.C.
Frammento di parete di vaso in argilla basso-egiziana Marl C
con ingobbio crema all’esterno, tracce di tornitura all’interno.
Cfr. Nordström, Bourriau 1993: 179-81.
Accette in pietra da Mahal Teglinos (K 1)
Le accette rappresentano un tratto distintivo dello
strumentario in pietra levigata del Gruppo del Gash (si
veda ad es. Sadr 1987: fig. 10). In alcuni casi le loro
dimensioni ridotte lasciano immaginare che possano aver
avuto anche una funzione rituale. Simili accette sono state
rinvenute anche su siti del più antico Gruppo del Butana
del IV-inizi del III millennio a.C. (Shiner 1971: fig. 13).
Egyptian ceramic fragments from Mahal Teglinos (K
1)
To date, Mahal Teglinos is the southernmost site where
Egyptian pottery has been found. It was associated to
Gash Group materials and can be ascribed to the first
half of the 2
nd
millennium BC (Manzo 1993). These
finds confirm that at that time Eastern Sudan was
involved in a broad regional exchange network also
involving Egypt. Given the materials suggesting
contacts with the Red Sea (see e.g. MO228, MO232,
MO253, MO254), it is possible that Eastern Sudan was
part of the land of Punt, from where the Egyptians used
to import aromatic resins and other luxury commodities
(Fattovich 1991
b
; Fattovich 1996).
Fragment of rim of a jar
(MO229)
First half of the 2nd millenium BC.
Fragment of rim of a jar, Upper Egyptian Marl A3 fabric.
Cf. Nordström, Bourriau 1993: 177.
Body sherd
(MO230)
First half of the 2nd millennium BC.
Nile C body sherd with red slip on the external surface,
traces left by the wheel on the internal surface.
Cf. Nordström, Bourriau 1993: 173-74.
Body sherd
(MO231)
First half of the 2nd millennium BC.
Lower Egyptian Marl C body sherd with yellow slip on the
external surface; traces left by the wheel on the internal surface.
Cf. Nordström, Bourriau 1993: 179-81.
Stone axes from Mahal Teglinos (K 1)
Small axes are a typical feature of the Gash Group
lithic industry (see e.g. Sadr 1987: fig. 10). Sometimes
their reduced dimensions suggest that they may have
been ritual objects. Similar axes were also collected
on the sites of the Butana Group culture, going back to
the 4th-early 3rd millennium BC (Shiner 1971: fig.
13).
A
NDREA
M
ANZO
Reperti dal Sudan Orientale, dall’Eritrea e dall’Etiopia / Finds from Eastern Sudan, Eritrea and Ethiopia
87
1...,77,78,79,80,81,82,83,84,85,86 88,89,90,91,92,93,94,95,96,97,...326