marrone/nocciola assai peculiari, alle quali spesso si aggiunge
l’oro in foglia. I soggetti scelti per la decorazione sono abbastanza
prossimi a quelli del lustro, con scene di corte ed episodi tratti dai
poemi epici iranici (come ad esempio lo
Shahnameh
di Firdusi,
1010), ma non mancano eleganti motivi vegetali spesso fatti
emergere con la tecnica del rilievo.
16
A partire dal XIII secolo il lustro metallico si è diffuso anche
nell’occidente islamico dove ha prodotto soprattutto in Spagna,
per almeno cinque secoli, vistosi esemplari ascrivibili alla corrente
artistica ispano-moresca, dei quali i musei di Napoli e quello di
Faenza conservano pregevoli testimonianze (
Arte islamica a
Napoli
, 1968: 85-111;
Le Mille e una notte
1990: 177-79). Nel
XVI secolo il lustro ha raggiunto le regioni centrali d’Italia i cui
centri di Deruta e Gubbio l’hanno introdotto nel loro repertorio
tardo rinascimentale.
17
Va ricordato che proprio il rosso – in una tonalità assai
caratteristica rosso-ceralacca, che il Piccolpasso definisce ‘bolo
armeno’ (
Eredità dell’Islam
1993: 385, n. 231) – sarà l’elemento
distintivo della ceramica prodotta a Iznik, in Anatolia, tra il XVI
e il XVII secolo, al tempo dell’Impero Ottomano, e che forse
rimane una delle espressioni più ricercate, e anche molto
apprezzate dal mercato occidentale, della ceramica islamica tutta.
In Italia pregevoli esempi si possono ammirare a Napoli (
Arte
islamica a Napoli
1968: 50-71) a Faenza nelle collezioni Mereghi
e Cora (
Le Mille e una notte
1990: 123-41) e a Venezia (
Eredità
dell’Islam
1993: 385, 386, nn. 231, 234).
18
Per questo tipo di decorazione si segnalano alcuni esempi
dell’esposizione di Londra del 1976 (
The Arts of Islam
1976: nn.
351-54).
the Pompeian red, a very peculiar grey/purple, and a brown/hazel,
often complemented by a gold leaf. The subjects chosen for the
decoration are quite similar to those of the lusterwares, with court
scenes and episodes from the Iranian epic poems (such as, for
example,
Shahnameh
by Firdusi, 1010), but also featured are some
elegant vegetal motifs, often emphasized by a relief decoration.
16
Beginning with the 13th century, the lustre technique reached also
the Islamic West where it produced, especially in Spain, for at least
five centuries, spectacular exemplars that can be ascribed toMoorish-
Spanish art; precious testimonies of this production are preserved at
the museums of Naples and Faenza (
Arte islamica a Napoli
1968: 85-
111;
Le Mille e una notte
1990: 177-79). During the 16th century,
lustre reached the central regions of Italy, where the centres of Deruta
and Gubbio introduced it among their late-medieval repertoire.
17
It should be noted that the red – in a very characteristic shade of
sealing-wax-red, called by Piccolpasso ‘Armenian bole’ (
Eredità
dell’Islam
1993: 385, no. 231) – will be the distinctive feature of
the pottery produced at Iznik, in Anatolia, between the 16th and
the 17th century, at the time of the Ottoman Empire; this is
probably, among the whole Islamic pottery production, one of the
most refined expressions, and also one of the most appreciated
type on the western market. Precious exemplars can be seen in
Italy in Naples (
Arte islamica a Napoli
1968: 50-71), in the
Mereghi and Cora collections at Faenza (
Le Mille e una notte
1990: 123-41) and in Venice (
Eredità dell’Islam
1993: 385, 386,
nos. 231, 234).
18
For this type of decoration we refer the reader to some
exemplars from the 1976 London exhibition (
The Arts of Islam
1976: nos. 351-54).
G
IOVANNA
V
ENTRONE
V
ASSALLO
Ceramica islamica / Islamic Pottery
255
Translation by Maria Giovanna Fusco
1...,245,246,247,248,249,250,251,252,253,254 256,257,258,259,260,261,262,263,264,265,...326