foro per il passaggio dell’acqua. La datazione di questo
raffinato oggetto è resa difficile dall’assenza di epigrafi
e, soprattutto, dalla mancanza di confronti puntuali.
Genericamente attribuiti a una produzione dei territori
iranici orientali per un periodo compreso tra l’XI e il XIII
secolo sono numerosi elementi zoomorfi usati soprattutto
come anse, prese ed elementi terminali di coperchi, di
bastoni
28
o di martelli.
29
Le caratteristiche decorative
dell’oggetto del Museo – in particolare la testa del felino
e la sagoma dell’uccello – permettono di ipotizzare
un’attribuzione al XII-inizi XIII secolo.
I metalli dei territori iranici e indo-islamici (XVII-
XIX secolo).
Le coppe da vino
Tra il vasellame di lusso le coppe da vino, insieme
con i candelieri (v. MO194 e MO195), figurano tra
gli esemplari in metallo più diffusi in epoca safavide
(1501-1765) e portano la definizione di
bādiye
(lett.
‘le zone dei nomadi’, in origine
bāde
),
30
o anche
quelle più generiche di
ṭāṣ
e di
jām
.
31
La morfologia di
queste coppe offre una discreta varietà di cui la piccola
collezione del Museo conserva le tre maggiormente
rappresentative (MO196, MO198 e MO199): le coppe
con corpo sub-sferico, breve spalla leggermente
arrotondata e collo a rocchetto (MO199), quelle con
alta parete ricurva e leggermente svasata su basso
piede ad anello (MO198) e quelle con alta parete
ricurva su alto piede strombato (MO196). Queste
ultime due tipologie, pur con alcune varianti, ebbero
larga diffusione anche nella regione del Kashmir e
nell’Hindustan nord-occidentale (Melikian-Chirvani
1995; Di Flumeri Vatielli 2000: 69-73) dove sono
attestate fino al XIX secolo. Le coppe, come la gran
parte del vasellame di quest’epoca, sono spesso
arricchite con iscrizioni in lingua persiana contenenti
formule sciite e/o poemi in versi. Risultano abbastanza
the passage of water. Dating this fine object is a difficult
task due to the absence of epigraphs and, above all, the
lack of similar exemplars to compare it with. Numerous
zoomorphic elements – especially used as handles, grips
and final elements of lids, staffs
28
or hammers
29
– are
generally attributed to a production of the Eastern Iranian
territories in a period comprised between the 11th and the
13th century. The decorative features of the object in the
Museum – especially the head of the feline and the outline
of the bird – suggest an attribution to the 12th-early 13th
century.
Metalwork of the Iranian and Indo-Islamic territories
(17th-19th century).
Wine bowls
Among luxury tableware, wine bowls, together with
torch-stands (see MO194 and MO195), are one of the
most frequent metal examples of the Safavid epoch
(1501-1765) and bear the definition of
bādiye
(lit. ‘the
parts of the nomads’, originally
bāde
),
30
or also the
more generic ones of
ṭāṣ
and
jām
.
31
The morphology
of these bowls shows a certain variety, of which the
small collection in the Museum holds the three most
representative types (MO196, MO198 and MO199):
the bowls with bulbous sides, short, slightly rounded
shoulder and waisted neck (MO199); those with tall,
curved and slightly flared sides on a low ring-shaped
foot (MO198); and those with tall curved sides on a
tall splayed foot (MO196). The two latter typologies,
even though with some differences, were also very
common in the Kashmir region and the North-Western
Hindustan (Melikian-Chirvani 1995; Di Flumeri
Vatielli 2000: 69-73), where they are documented
until the 19th century. The bowls, as the great part of
the tableware of this epoch, are often enriched with
inscriptions in Persian containing Shiite formulas
and/or poems in verses. Also frequently attested is the
Museo Orientale ‘Umberto Scerrato’
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1...,144,145,146,147,148,149,150,151,152,153 155,156,157,158,159,160,161,162,163,164,...326