quadrangolare avente circa 0.90 m. di lato (
IsMEO
Activities
1975: 551-52).
Con il contributo di paleobotanici, ecologi e geologi,
inoltre, la Missione di Restauro si dedicò anche allo
studio delle caratteristiche morfologiche e climatiche
dell’intera zona circostante l’antico sito achemenide,
allo scopo di comprendere in maniera approfondita, e
quindi limitare, le dinamiche di erosione e di
insabbiamento cui erano sottoposte le strutture fino ad
allora messe in luce. Proprio per documentare più
efficacemente l’area circostante l’abitato, i membri
della Missione di Restauro condussero anche un
lavoro di natura topografica, rielaborando il rilievo del
sito all’interno di una griglia costituita da quadrati di
50 metri di lato. Proprio nel corso di queste attività
venne effettuata una ricognizione più accurata delle
strutture individuate nel 1963 presso la località di
Namaki (
IsMEO Activities
1976: 607), nelle
immediate vicinanze di Dāhān-e Ghūlāmān, e
interpretate come sobborghi artigianali e commerciali
della città (Scerrato 1970: 136), oggi purtroppo
sommerse da uno dei laghi artificiali resosi necessario
dalle ripetute siccità della regione. Nel 1977, infine, a
circa 1.700 km a sud dei limiti dell’area archeologica
allora conosciuta, le efflorescenze saline rivelarono la
presenza di un enorme recinto quadrangolare, in parte
a doppio muro (
IsMEO Activities
1977: 467). La
struttura, misurante ben 184×182.5 m., inizialmente
individuata mediante l’aiuto della fotografia aerea, fu
interpretata, in via soltanto ipotetica, come un presidio
militare fortificato (Fig. 7), coevo all’abitato
principale (Genito 1986; 1987; 1990; 2001; 2010
a
;
2010
b
).
Le quattro campagne di scavo del 1962-65 e le tre
campagne della Missione di Restauro del 1975-77
produssero, ovviamente, tenuto conto della notevole
estensione delle attività condotte (dal punto di vista
In the three campaigns of 1975, 1976 and 1977, the
Mission of Restoration, directed by Luca Mariani,
focused primarily on the restoration of the structures
of QN3 that most had suffered erosive action of the
weather during the years elapsed since the
excavations, developing technical specifications for
the protection of structures in the raw (
IsMEO
Activities
1975: 550-52; 1976: 606-7; 1977: 467;
Mariani 1977; 1979).
As part of the same activities, in addition, in the fall
of 1975, the undersigned led trial-trenches bringing to
light some parts of building QN4, a private house,
especially the main room, with a central quadrangular
shaped pillar having about 0.90 m. side (
IsMEO
Activities
1975: 551-52).
With the help of paleobotanical, ecologists and
geologists, in addition, the Restoration Mission also
devoted itself to the study of morphological
characteristics and climate of the entire area
surrounding the ancient Achaemenid site, in order to
understand in depth, and thus limit, the dynamics of
erosion and silting to which the architectural structures
until then brought to the light were subjected. Just to
document more effectively the area surrounding the
village, members of the Mission of Restoration led a
topographical work, reworking the survey of the site
within a grid consisting of squares 50 m on each side.
During these activities a more thorough survey of the
structures identified in 1963 was carried out in the
surrounding area of Namaki (
IsMEO Activities
1976:
607), close to Dāhān-e Ghūlāmān, and interpreted as
a craft and commercial suburbs of the city (Scerrato
1970: 136). Unfortunately this area now is submerged
by one of the artificial lakes made necessary by the
repeated droughts in the region. In 1977, finally, to ca.
1.700 km south of the then known limits of the
archaeological area, the efflorescence revealed the
B
RUNO
G
ENITO
Alla ricerca di un’archeologia perduta… / In Search for a Lost Archaeology…
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